Il paradiso perduto

20 Giugno 2019



Il paradiso perduto
Il paradiso perduto

Nel libro L’amante, Marguerite Duras racconta la relazione fra un giovane ricco cinese ed una adolescente francese.

Il giovane è innamorato, pazzamente innamorato, lo comprendiamo alla fine del libro. Ma, per la ragazza, gli incontri che si svolgono in casa del cinese sono puramente sessuali. Perché lei ci va? Non è innamorata. Forse non le piace nemmeno tanto quel giovane. L’autrice non parla del piacere che prova, eppure deve provarlo perché fanno all’amore per ore ed ore. Lui nella vita “ fa solo all’amore” dice lei.

La  relazione

La relazione col giovane cinese è pero anche un modo per ribellarsi alla prigionia del collegio, un modo per ribellarsi alla schiavitù della famiglia in rovina, un modo per conoscere il proprio corpo e per assaporare un piacere nuovo, il piacere sessuale.È, infine, un modo per aiutare economicamente la famiglia, il fratello, perché il cinese è ricco, le fa dei regali. Ma è forse anche un modo per esercitare il potere di seduzione del proprio corpo su quel mondo orientale ricco, oppressivo e ostile da cui vuol fuggire e da cui fuggirà. Lui, no.

Lui è pazzamente innamorato della bambina bianca e inutilmente implora suo padre di lasciargliela sposare. Un giorno lei torna in Francia senza rimpianti perché odiava quella terra. Del giovane orientale ha un ricordo nostalgico, nient’altro. Mentre lui ha perso la sua anima e decenni dopo, andando a Parigi, le telefona e, risentendo la sua voce, scopre di esserne innamorato come il primo giorno.

Forse se il padre gli avesse dato il permesso di sposarla, in pochi anni sarebbe diventata una “moglie” come le altre donne del suo harem, sarebbe diventata la “concubina bianca”, oggetto di critiche e persecuzioni ad opera delle altre donne e lui  avrebbe cessato di amarla.

Continua ad amarla solo perché l’ha persa, perché è rimasto in lui il ricordo indelebile del periodo di felicità assoluta di quando la inavvicinabile bambina bianca miracolosamente è giunta fino a lui, gli si donava senza riserve.  Quando la sua vita era un unico continuo incantato incontro sessuale, un unico meraviglioso amare e godere senza limiti,  senza freni, pura felicita e beatitudine.

La ragazza invece non è mai vissuta, non ha mai condiviso il suo universo amoroso erotico, non è stata nel paradiso dell’eden e non ne è stata espulsa. Lui sì, e ne avrà sempre rimpianto.

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Il paradiso perduto

Francesco Alberoni

Laureato in medicina, ordinario di Sociologia a Milano. Ha studiato il divismo L’elite senza potere (1963) ed è stato il fondatore della sociologia dei consumi in Europa: Consumi e società (1964). È il maggior studioso dei movimenti collettivi Movimento e istituzione (1977) e Genesi (1989), è il pioniere degli studi sull’amore: Innamoramento e amore (1979) tradotto in trenta lingue, un tema che ha continuato ad approfondire con L’amicizia (1984) l’Erotismo 1986) Ti amo (1996) Sesso e amore (2006) L’arte di amare (2012) Amore e amori (Edizioni Leima, Palermo, 2016). Con Cristina Cattaneo ha pubblicato L’universo amoroso (2017), Amore mio come sei cambiato (2019) e L’amore e il tempo (2020).

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