Intrigo e amore

5 Agosto 2019



Intrigo e amore
Intrigo e amore

Intrigo e amore, si confondono ne La Fanfarlo, il corto romanzo classico, scritto da Charles Baudelaire. È una nouvelle d’ispirazione autobiografica pubblicata nel gennaio 1847 sul Bulletin de la Société des gens de lettres, con lo pseudonimo di Charles Dufays, quando l’autore aveva venticinque anni. L’autore in quest’opera mostra lo scontro fra la ragione e l’amore.

Il giovane poeta Samuel Cramer incontra una sua vecchia amica conosciuta, in quell’“età in cui si ama davvero”. Lei era giovane vivace, frizzante, e lui l’aveva amata, non corrisposto.

Intrigo o amore? Quando si ama davvero?

L’età non c’entra ma certamente è la spontaneità (tipica dei giovani) utile all’amore. L’amore non cerca strade comode o facili, l’amore sgorga come linfa primaverile e va coccolato, va coltivato, va fatto crescere. Non va mai ingannato. Se non c’è non c’è. Non va rincorso o costruito.

Da giovane, lei aveva infatti sempre respinto ogni tentativo di approccio da parte di lui perché non interessata. Samuel la ritrova matura e un po’ appesantita, durante una passeggiata. Questa si accompagna, con aria triste quasi da vedova, a una dama di compagnia.

Gli confida di essersi sposata, ancora giovinetta, con Monsieur de Cosmelly. Dopo un periodo felice e di passione, la noia subentra nella vita matrimoniale e li allontana. Il marito, dedito ai vizi più che alla consorte, inizia a frequentare club e circoli privati e imbastisce una relazione con la Fanfarlo, un’artista di Teatro dalla prorompente bellezza.

Intrigo o amore? Madame de Cosmelly le tenta tutte per strappare il marito alla Fanfarlo.

Impara a evitare domande o raccomandazioni inutili: Dove vai? Quando torni? Torna presto. Subisce in silenzio. Soffre perché ne è davvero innamorata. Tenta la strada della seduzione: si agghinda come una meretrice, indossa per lui abiti sgargianti, provocanti, si mostra allegra, nonostante la morte nel cuore. Ma nulla cambia.

Approfittando dell’incontro con Samuel e facendo leva sul ricordo dell’amore giovanile (di Samuel, per lei), la Cosmelly alimenta le attenzioni del giovane e gli fa capire che se attacca la Fanfarlo lei gli sarà amorosamente ed eroticamente grata; Samuel è tentato e accetta di vendicarla.

Di lì in poi Samuel, ogni settimana per tre mesi, stronca le performance della soubrette nei trafiletti di un giornale di livello. Lei è incuriosita e vuole incontrare questo mostro che disconosce la regalità del suo genio e che la morde con tanta cattiveria. Samuel va a trovare la Fanfarlo a Teatro. La trova magnifica, piena di vigore e di gusto nella sua bizzarria, arrivando persino a comprendere le ragioni di Monsieur Cosmelly per sì tale “bocconcino”. Il cuore inizia a battergli all’impazzata e tutta la sua collera e la sua volontà di colpire scompaiono.

La moglie tradita usa astutamente Samuel per colpire la rivale, lui dapprima attacca la Fanfarlo, per vendicare l’amica, ma ecco che entra in scena l’amore: folle improvviso irresistibile che conduce tutti al loro destino.

La Fanfarlo è la donna che seduce, e Samuel se ne innamora pazzamente fino a intrattenere una relazione con lei, che entra dunque nella sua vita amorosa e vi resterà per sempre.

Ma i due, proprio nella quotidianità, si trasformano. La divina Fanfarlo diventa un ingombro, ingrassa, perde il suo fascino, mette al mondo pargoli; obbliga il poeta a cercare il successo letterario a qualsiasi costo. Lui abbandona la poesia e si occupa di trattati di scienza e teologia.

Ahimè, un conto è il fascino del Teatro e della poesia, un conto la banalità della vita quotidiana. Lei persino imbruttita diventa avida e costringe l’amante a guadagnare denaro rinunciando ai suoi sogni e alla sua poesia.

La Cosmelly, invece, liberatasi della rivale scaricata sulle spalle dell’amico Samuel, riconquista il marito.
Dopo avergli servito in una teiera crepata il tè, dopo essersi esibita in un canto nostalgico al pianoforte, con voce virtuosa mette in scena l’ultimo atto del loro amore. Gli augura di trovare la felicità lontano da lei, gli svela la sua tristezza, gli offre le sue lacrime, la sua rassegnazione.

Le donne, apparentemente fragili, sanno incantare come sirene. Da vittima, Madame di Cosmelly, con astuzia e freddo calcolo mette in scena la seduzione: “piange col viso abbellito dal dolore” diventa masticatrice dei sensi di colpa del marito che, spalle al muro, non chiede clemenza per i suoi rimorsi. Si allontanano insieme dalla scandalosa Parigi e da quella storia.

Samuel e la Fanfarlo invece travolti dall’amore affondano nel grigiore dell’ordinario, del quotidiano, dell’insoddisfazione.

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Luisella Pescatori

È scrittrice, copywriter e docente di scrittura creativa per Atelier l’agenzia letteraria da lei fondata a Milano. È consulente editoriale di una casa editrice romana e ha una precedente formazione come attrice di Teatro. Il Teatro è oggi uno dei plus delle sue docenze, esclusivamente individuali, di scrittura creativa. È stata content creator (ed editor) per un’importante web agency milanese. È esperta di comunicazione creativa. È coautrice de “La profezia delle triglie” testo adottato come materia di studio al corso “Sociologia della devianza” Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali Università della Calabria. Scrive su Huffpost.

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