Io non amo la Ermeneutica

29 Gennaio 2022



Io non amo la Ermeneutica
Io non amo la Ermeneutica

Appropriandomi del vezzo tipicamente settentrionale di anteporre l’articolo determinativo ai nomi propri di persona (“la” Cristina, “la” Federica, “la” Elisa….), mi piace immaginare “la” Ermeneutica come una bella ed attraente signora che si offre a guida ed interprete di scritture e testi per agevolarne la comprensione dei significati e dei messaggi dell’autore.
Quasi come Beatrice, la donna ideale che accompagna ed assiste Dante nei cieli del Paradiso fino alla soglia della luce divina suprema.

Ermeneutica come guida, ricerca ed analisi quando il significato ed il senso di un’opera risulta nascosto ed indecifrabile o per volontà e motivazioni dell’autore o per distanza storica, linguistica e culturale fra autore e lettore.

Ritorna in mente il richiamo esplicito di Dante nei versi dell’Inferno IX,61-63:

“O voi ch’avete l’intelletti sani, mirate la dottrina che s’asconde, sotto il velame de li versi strani” .

Dagli studi scolastici agli innumerevoli approfondimenti di commentatori ed ermeneuti, abbiamo imparato a decifrare e comprendere i diversi livelli significativi dell’opera dantesca:
La narrazione letterale di eventi e personaggi storici, il senso politico e sociale, il senso filosofico, teologico e religioso.
Meno riconosciuto e compreso è il senso ed il messaggio iniziatico declinato e veicolato da Dante secondo particolari chiavi di lettura (mistica pitagorica, numero tre e suoi multipli, collocazione dei personaggi, cosmologia,…).
Chiavi di lettura e glossario degli e per gli adepti delle società segrete dell’epoca e, specificatamente, di quella di sua appartenenza (La Società segreta di derivazione templare: Fedeli d’Amore,).

Se l’ermeneutica nasce con le scritture sacre (esegesi) ed i testi scritti, successivamente si è affermata preziosa anche per la comprensione della comunicazione simbolica di altre forme di opere d’arte.

Nel capolavoro di Mozart, Il Flauto Magico, si resta incantati da uno sviluppo narrativo e musicale a diversi livelli simbolici:
Nel primo livello, accessibile alla maggioranza, viene rappresentato l’Amore che travolge nello stesso modo due coppie di diverso stato sociale (Tamino-Pamina, Papageno-Papagena) nel contesto di una allegoria della lotta del bene e del male (Sorastro-Regina della Notte).

Nel secondo livello viene rappresentata in modo velato, e quindi abbisognevole di interpretazion
e, la lotta che si consumava in Austria fra le società segrete impersonate da Sorastro e l’imperatrice cattolica Maria Teresa (Regina della Notte) accanita avversaria della massoneria..Ad un terzo livello sovrastante tutta l’opera, la comunicazione simbolica e l’apologia massonica è velata in una forma ancora più ermetica, quasi come protezione dagli avversari, e decifrabile solo con riferimenti e conoscenze iniziatiche.

Lo stesso approfondimento ermeneutico è spesso necessario anche per le arti figurative, pittura, scultura e perfino architettura.

La Cappella di Sansevero a Napoli, è invasa da orde di turisti desiderosi di ammirare il famoso Cristo Velato mentre a molti, senza adeguati lumi interpretativi, passa inosservato e capito l’impianto simbolico multilivello della comunicazione voluta dal Principe di Sansevero.
Ad un primo livello, la storia della propria famiglia ed in evidenza, quasi una biografia della madre e del padre espressa con le due statue della Pudicizia e dell’Inganno (sculture di qualità artistica non inferiore al Cristo Velato).
Al secondo livello più ermetico e criptico, si snoda l’itinerario della iniziazione di un Apprendista Libero Muratore accompagnata, nei dettagli delle varie statue, da tutta una simbologia alchemica massonica quasi come un testo o una antesignana Wikipedia per l’allora aspirante iniziato..

Se dai predetti esempi emerge il valore della interpretazione sottile e approfondita per una vera conoscenza delle opere dell’ingegno umano, in altri casi una nuova ermeneutica, dimentica dei valore tradizionale del suo passato, ha generato una famiglia di cloni fuorvianti ed ingannatori.

Il più ingenuo ed accettabile di questa famiglia è quel gioco di immaginazione e fantasia dal nome quasi sconosciuto di Pareidolia.

Una suggestione a vedere in oggetti casuali naturali come nuvole, marmi, vegetali o viste panoramiche, l’immagine di volti umani, divinità, illusioni del subconscio.
Sono diventate famose e virali le immagini di una nuvola sulle Torri Gemelle con il profilo di Bin Laden, di una nuvola minacciosamente satanica sul Vaticano e, recentemente, di un’ onda marina infranta su uno scoglio ad evocare un adirato Poseidone.

Ma oggi purtroppo, i cloni più insidiosi indossano le vesti della ermeneutica politica che diventa dietrologia a sovvertimento della verità e della realtà; dell’ ermeneutica giuridica che alimenta il cavillo, rallenta le decisioni, arricchisce i principi del foro e manda assolti o prescritti i furfanti; della ermeneutica religiosa che inganna gli ingenui e contrappone gli uomini fino alla guerra (oggi terrorismo e jihad).

Non ultimi i cloni responsabili di quello che uno scrittore ha definito “assedio ermeneutico” che, ciò malgrado, sono i più amati e ricercati dalla televisione generalista:
Sono i conduttori, gli opinionisti tuttologhi, i falsi esperti, tutti coralmente emuli del Trasimaco dell’invettiva a Socrate e granitici convinti del parallelo credo: Ha ragione chi è sempre presente e urla più forte. (l’analogia prosegue. Costoro, come Trasimaco pretendono anche di essere pagati per le loro amenità!). .

Spesso mi illumina e mi mostra la retta via, qualche volta mi confonde e mi inganna, sempre mi attira e mi attizza, ma io non “amo” la Ermeneutica perché “tanto gentile e tanto onesta” proprio non mi pare.

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Io non amo la Ermeneutica

Luigi Vellone

Ha frequentato la Scuola Militare Nunziatella, l’Accademia Militare e la Scuola di Applicazione. Da ufficiale ha svolto per alcuni anni attività di comando nei reparti operativi dell’Arma della Trasmissioni. Terminati gli studi di Ingegneria e transitato nel Corpo degli Ingegneri E.I., ha svolto e diretto varie attività tecniche e successivamente, nel Servizio Informazioni e Sicurezza, è stato responsabile dello sviluppo, certificazione ed impiego di apparati e sistemi cifranti. E’ stato rappresentante nazionale presso Agenzie di sicurezza alleate e nei principali programmi internazionali sulla security concludendo la sua carriera come Direttore della Divisione Intelligence tecnologica con il grado di Maggior Generale. Nei successivi 15 anni è stato Consulente per la Cybersecurity delle maggiori Aziende italiane delle Telecomunicazioni, dell’Informatica e della Advanced Technology Consultants ltd. di Macau (China).

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