La curandera

6 Febbraio 2019



La curandera
La curandera

Il libro La profezia della curandera di Mamani ebbe quando uscì, uno straordinario successo: il suo autore era considerato peraltro un maestro di spiritualità andina. Egli pensava che le donne hanno perso la loro energia primordiale e devono ritrovarla e sarà la loro energia a salvare la società. Mamani inoltre forniva alle donne un modello di crescita, di liberazione dalla schiavitù amorosa e val la pena di riprenderlo in esame oggi a distanza di qualche anno per capire l’essenza del suo messaggio ed anche i suoi limiti, allora meno chiari. Credo fosse sincero e credesse nel suo insegnamento, ma cadde nella trappola di pensare di poter trasferire facilmente una cultura indigena in occidente. Di qui alcune pesanti accuse che gli vennero mosse; ma noi ci occuperemo solo del romanzo.
La protagonista è una giovane india di Cuzko che si innamora di un giovane ingegnere bianco. Lei si sente partecipe ed erede della sua tradizione, ma al contempo ama il mondo occidentale. La ragazza ha un improvviso colpo di fulmine verso Juan e cede immediatamente alla sua corte. Il contatto con il ragazzo bianco le fa dimenticare il suo fidanzato e il suo mondo: presto scoprirà che è un ingegnere che dirige un reparto della miniera in cui lavora la maggior parte della sua gente. Ma ciò non la rende cauta  perché ormai è innamorata, mentre l’ingegnere prova una forte passione, ma non la ama e lei drammaticamente lo scoprirà.

Ciò che noi vediamo in questa vicenda, e che Mamani lascia sullo sfondo, è l’aspetto del mondo sociale in cui la storia si svolge: il giovane ingegnere bianco benestante, attrae con forza una giovane di famiglia modesta appartenente al popolo conquistato. Lui utilizza il meccanismo del divismo: ma è in fondo un nemico, superiore per potere di conquista. Dunque qui il nemico, la “razza vincente” seduce facilmente la donna della razza vinta, eroticamente più piacevole.
Juan, dopo un anno di frequentazione amorosa, quando lei inizia a parlare di stare insieme, cambia posto di lavoro, si allontana. Lo rivedrà tempo dopo in compagnia della sua fidanzata, però torna a cercarla per fare all’amore, gli sembra una cosa naturale e lei lo ama e non può respingerlo, ma capisce di aver perso.

Kantu, lo abbiamo detto, è un miscuglio di mentalità occidentale e india. È tutta orientata verso la modernità infatti si innamora di Juan, ma dalla sua gente era considerata predestinata a divenire “curandera” perché da bambina era stata colpita da un fulmine. Da quel trauma era sopravvissuta ma in seguito aveva iniziato ad avere strani sintomi che nessun medico occidentale era stato in grado di guarire. Quindi la ragazzina andava dai curanderi. Diventa del tutto naturale, quando realizza che non riesce a risolvere il problema d’amore, rivolgersi a una curandera.
Così kantu lascia tutto, va sulle montagne e inizia l’apprendistato con la curandera. Deve affrontare una serie di esperienze estreme che non affronterebbe se non fosse prostrata dalla sofferenza e mossa dalla ferma decisione di liberarsi dal dominio di Juan.
In questo viaggio lei si libera progressivamente della cultura moderna occidentale, quella di Juan il conquistatore, e apprenderà come sviluppare, con le antiche tecniche inca, la forza e l’energia del suo corpo, riconoscere le sue energie interiori svilupparle al massimo grado e diventare fortissima, più forte del bianco.

L’apprendistato alla sacra sessualità

E quando ha superato infinite prove e ha imparato ad affrontare ogni sorta di mostri interiori ed esteriori, deve compiere l’ultimo apprendistato, l’ultimo passo. Esso consiste nel potenziare al massimo il suo potere di donna quello sessuale: nel libro si parla di risvegliare la sacra sessualità attraverso Condor, il curandero dal corpo agile e muscoloso, che glielo insegnerà concretamente attraverso la pratica sessuale.
Terminata questa lunga e completa iniziazione rientra in città. Qui ritrova Juan bello sicuro di sè. Il giovane non ha più di fronte una giovane india da sedurre, ma una inca con tutte le armi visibili e invisibili, dotata di un grande cuore e di una sessualità che lo soggiogano completamente. E lui ne resta soggiogato e si innamora.
La fine del romanzo non ci mostra i due sposati, ma i due che stanno insieme, in modo libero secondo la volontà d Kantu. Kantu infatti è andata a vivere nelle montagne e fa la curandera e Juan va a trovarla quando può. Vivono insieme ma non come una coppia tradizionale. Non nascono figli.

Non c’è donna che non sogni di raggiungere questo posto nel cuore dell’uomo che ama. È poi una storia a lieto fine, una storia riuscita. Però la storia non è vera e non culmina nell’amore.

L’innamoramento di Kantu è una fascinazione dovuta all’altissimo rango razziale e sociale del giovane mentre l’attaccamento di Juan è infatuazione erotica senza amore. Lei vuole far innamorare il dominatore. Ma non ci riesce ed allora attinge ai segreti sacri del suo popolo diventa una sacerdotessa dell’amore, una incantatrice a cui nessuno può resistere nemmeno Juan. Juan cede alla potenza magico religiosa della sacerdotessa. Ora sono sullo stesso piano, la dipendenza di Kantu è finita. Ora semmai il dipendente è Juan che infatti accetta di non sposarla e va a trovarla saltuariamente.
Le parti si sono invertite, ma non c’è innamoramento bilaterale. Quello che trionfa è il potere, prima quello di Juan, poi quello di Kantu. Ora hanno lo stesso rango erotico ma non c’e il languore la dolcezza l’unità l’adesione l’abbandono dell’amore. E non c’è alcuna progettualità.

Cosa dice questo libro ad una donna che ama non riamata un uomo che si allontana e lei lo aspetta con ansia e ogni volta sogna che lui si innamori, sogna di conquistarlo?

Il viaggio di Kantu è un modo per innalzare il suo rango erotico  e trovare in sè e nella sessualità potenziata magicamente un nuovo potere con cui  legarlo. Qui lo fa con i segreti delle antiche donne inca:  nel mondo moderno  la via del potenziare il proprio rango è differente: facendo ginnastica, chirurgia plastica vincendo una lotteria, sposando uno ricco che poi muore lasciandola ereditiera oppure diventando una diva.  In sostanza diventando più ricca, più bella, più potente. Diventando un’altra donna di rango erotico superiore. Ma è amore questo o solo ricerca di una parità di rango erotico quindi ancora solo sesso e potere? Ora i due sono più vicini ma ancor più diversi di prima. Lei è uscita dal suo mondo moderno e lui non è entrato e non potrà entrare nel suo mondo segreto delle antiche sacerdotesse inca.

Hernán Huarache Mamani, La profezia della curandera, Piemme, Milano, 2013.

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Cristina Cattaneo Beretta

Cristina Cattaneo Beretta (ha aggiunto il nome della mamma al suo) (email) Laureata in filosofia ed in psicologia a Pavia, psicoterapeuta, dottore di ricerca in filosofia delle scienze sociali e comunicazione simbolica, ha condotto studi sul linguaggio simbolico e il suo uso terapeutico (Cristina Cattaneo Il pozzo e la luna ed Aracne). Studia le esperienze di rinnovamento creativo e i processi amorosi, approfondendo in particolare il tema della dipendenza affettiva. Ha pubblicato con Francesco Alberoni: L’universo amoroso (Milano, 2017 ed. Jouvence), Amore mi come sei cambiato (2019 Milano, ed. Piemme Mondadori), L’amore e il tempo (Aracne 2020).

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