Società
La cultura e la politica
· C'eravamo così abituati all’idea che in Italia la cultura fosse prevalentemente di sinistra, da darlo per scontato. Ma è stato il frutto di una strategia precisa e di un lungo lavoro.
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· C'eravamo così abituati all’idea che in Italia la cultura fosse prevalentemente di sinistra, da darlo per scontato. Ma è stato il frutto di una strategia precisa e di un lungo lavoro.
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· Una delle polarità della specie umana è quella "servo padrone". Caratterizza sia i rapporti interpersonali che i rapporti tra nazioni.
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· Dal proverbio moglie e buoi dei paesi tuoi alla globalizzazione: come cambiano fiducia, legami familiari e struttura dell'arco della vita.
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· Il passaggio dagli orari fissi al lavoro a turni cambia la percezione del tempo: una dislocazione che impone nuove abitudini e nuovi equilibri.
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· Il cervello inserisce spesso il pilota automatico: scorciatoie e pregiudizi che guidano le decisioni. Fino a che punto possiamo fidarci del nostro ragionare?
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· Una camminata rapida nel centro e nella prima periferia fa balzare agli occhi ciò che ormai è noto a tutti. Le architetture più belle sono quelle antiche,.
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· A partire da oggi il magazine pubblicherà a puntate il saggio di Giusy Cafari Panico "La Brutt'Époque". Cosa resta della Bellezza negli anni duemila?
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· Perché nelle foto d'epoca quasi nessuno sorride: dall'eredità della pittura ai limiti tecnici, le ragioni di volti sempre seri e composti.
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· Dai paninari agli yuppies milanesi degli anni Ottanta: perché il bisogno di status symbol nasce dal desiderio di appartenere a un gruppo.
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· Dall'equinozio di primavera pagano alla Resurrezione cristiana: la storia dell'uovo pasquale come simbolo di rinascita attraverso i secoli.
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· Dalla caduta dell'Urss al conflitto ucraino, un'analisi geopolitica del predominio americano, dell'ascesa cinese e del confronto con la Russia.
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· La felicità non si trova in viaggi lontani o vincite: è lo stato naturale dell'essere, spesso offuscato da tristezza e stress temporanei.